23 feb 2007

Our apologies...our life goes!

Ci scusiamo! Vi porgiamo sentitamente le nostre più sincere scuse per questo lungo periodo di assenza, ma le nostre giornate si sono fatte più lunghe e più piene: quindi, se mai ricapiterà, sappiate che se non ci facciamo sentire stiamo bene!!
Eravamo rimasti alla neve, giusto? Insieme al freddo più intenso sono arrivati nuovi amici, nuove feste, nuove cene, nuovi incontri e momenti più intensi che ci stanno facendo affezionare maggiormente al nostro erasmus e a questa piccola Durham...
Innanzitutto abbiamo avuto la malvagia idea di organizzare una cena italiana per POCHI INTIMI: la trappola degli inviti "dovuti", a noi tanto familiare, ci ha portato a dover preparare due chili di pasta in migliaia di piccole pentoline di cui la nostra cucina dispone. Il risultato è stato nient'altro che un poltiglia morbidissima di pasta, pesto, patate e pomodorini...una sorta di purè che abbiamo spacciato come piatto tipico italiano!! Ma che tutti nella loro ignoranza culinaria hanno apprezzato e continuato a mangiare nei giorni seguenti. Con "ignoranza culinaria" intendiamo ad esempio il preparare grandi quantità di pasta per poi continuare ad usufruirne per giorni e giorni, scaldando e riscaldando ancora in quelle stesse piccole pentoline con piccole dosi di olio e/o acqua.
Cena Italiana (solo alcuni dei partecipanti)
da sinistra : Domenico, Stephan, Anna, Henrica, Vale, Robert, Jorn.
dietro: Giuseppe e Johanna

Il giorno dopo la cena c'è stato il tanto atteso "Leonard's show, a night full of emotions!". Si è esibito nella common room, davanti ad una quindicina di persone, straziandole per circa un'ora con quella sua forza che imprime sul plettro contro le corde della sua povera chitarra. Come un vero professionista ha introdotto ogni canzone con un breve resoconto sul contenuto: inutile dire che le canzoni di Leonard, di cui è autore, sono monotematiche: parlano sempre di ragazze che ha conosciuto per un solo giorno (talvolta solo per qualche ora o istante) e di cui si è follemente innamorato e che lo hanno sistematicamente mandato a cagare! Dopo più di 50 minuti, alla prima richiesta di un break, c'è stata una fuga di massa verso il compleanno di Easter. Solo la mattina dopo ci ha comunicato che questa fuga l'ha lasciato "a little bit disappointed". Poveraccio, aveva riservato "il meglio per il finale", così ci ha detto.

Leonard in common room


Dunque, la comunità del Teikyo è arrivata completamente ubriaca al compleanno di Easter a causa dei litri di birra bevuti durante il concerto per cercare una fuga dalla realtà.

Poche parole su questa serata, solo immagini.

Anna e Vale.

9 feb 2007

Il rigido inverno inglese


Discesa della Shoichi Hall innevata







Secondo giorno di neve, ingresso della
Shoichi Hall







Strada di fronte al Mary's College







Shoichi Hall, seconda notte di neve




Cielo di Durham

3 feb 2007

Do you know the rules?

It would be ruled, not through. Ancora il significato di questo gioco di parole non è chiaro, ma non è necessario capire sempre tutto tutto della vita per sopravvivere.
Il destino,una volta tanto, è stato clemente con queste due povere ragazze disperse nel Nord Inghilterra e ci ha concesso due posti nel Formal del Trevelyan. Si tratta di cene, organizzate periodicamente, alle quali possono partecipare solo i membri del College e di cui abbiamo sentito parlare continuamente in queste ultime settimane. E' stata una buona occasione per addentrarci nelle tradizioni inglesi, nella cultura locale e nelle mille contraddizioni che le caratterizzano..Le formalità da rispettare per potere partecipare a questi incontri sono molte: devi portare una bottiglia di vino, devi prestare grande attenzione all'abbigliamento, devi indossare una toga (io e Vale nella fattispecie ci siamo date al risparmio indossando due toghe maschili enormi prese in prestito)..

Valeria and Harriet


..devi ascoltare i vari discorsi di apertura e chiusura della cena e rispettere altre regolette durante il pasto; la finalità del formal sembra invece essere solamente una: raggiungere l'incoscienza prima possibile. Attraverso giochi di parole (vedi sopra) e altre tradizioni (lanci di monetine, bevute alla goccia che,come una hola, interessano l'intera sala) riescono in poco meno di mezz'ora a farti mandare giù una bottiglia di vino. Però, per l'amor del cielo, ritengono sia maleducato alzarsi a metà della cena per andare in bagno. Follia!!!


Max, Olivier, Valeria and Harriet

Dopo cena siamo andate a ballare danze scozzesi, ovviamente senza capire le istruzioni, semplicemente lasciandoci trascinare dal ritmo..




Ed il resto è storia..La nostra squadra è entrata in azione con tanti piccoli gesti che hanno reso la serata memorabile, a noi e agli altri: c'è chi ha rovesciato roba da bere, chi ha camminato scalza per il pub, chi ha perso la giacca della propria laurea per poi ritrovarla il giorno dopo, chi ha cantanto e ballato canzoni latino americane per convincere uno spagnolo di sapere parlare la sua lingua, chi si è fatta venire mal di testa e ha capito solo dopo che era perchè indossava degli occhiali che non le appartenevano, c'è chi ha chiamato tutta la sera un ragazzo greco "antropos" finchè questo non l'ha implorata di non chiamarlo "essere umano" eccetere eccetera eccetera..
Un buon muesli party notturno ha poi riportato la calma nelle nostre vite. Almeno per un altro pò.






























Anna, Johanna e gente locale